Il rispetto per la nostra sessualità: Non permettiamo agli uomini di usarci

 

E’ l’ultimo baluardo dell’uomo impotente dentro: mettere in rete filmati privati della propria partner sessuale, e farsi grande rovinando la vita di una donna – quante volte abbiamo sentito parlare di Tiziana Cantone, la giovane napoletana che si é tolta la vita in seguito alla gogna di cui é stata vittima? Quali motivi si celano dietro questa disuguaglianza di diritti in relazione alla mancanza di libertà sessuale delle donne?

 

 

L’uomo, come genere, sa essere crudele a volte, spietato oserei dire – parliamo tanto di emancipazione femminile, di parità dei sessi, intesa non nell’accezione “femminista” del termine, ma in senso di uguaglianza di diritti – ci facciamo grandi a parole, ma di fronte a certi eventi non riusciamo a prendere realmente posizione, giudichiamo negativamente e scherniamo la vittima di turno a volte, e dentro di noi pensiamo:
E’ una poco di buono, sennò non si sarebbe fatta filmare, sennò non avrebbe fatto certe cose..E a volte siamo noi stesse a farlo, noi donne, non pensando che un giorno una cosa simile potrebbe capitare anche a noi e magari contro la nostra volontà.
Purtroppo certi valori non esistono più, e i gentleman scarseggiano prepotentemente, (vorrei evitare di dire che uomini veri non ce ne sono più) ecco perché sarebbe auspicabile non inviare certe foto o filmati al proprio ragazzo o partner sessuale.
Pensiamo a Tiziana Cantone, un nome che abbiamo spesso sentito al Tg negli ultimi tempi – il nome di una giovane donna con problemi di depressione alle spalle che si é tolta la vita per un video privato diventato virale che le ha rovinato completamente l’esistenza.

Dentro la propria camera da letto, se voluto da entrambe le parti e nel pieno rispetto del proprio corpo e di quello dell’altra persona , a mio parere uno può fare ciò che fa stare bene e di cui si ha voglia, ma dovrebbe rimanere tra quelle mura e basta.

Un uomo che va a letto con molte donne é considerato un casanova, un seduttore, e nella maggior parte dei casi viene esaltato dal gruppo, quasi osannato, considerato e visto in senso più che positivo, invece una donna che intrattiene rapporti sessuali no, e se osa essere più spinta viene etichettata come “poco seria” o con epiteti ancora più gravi.
Dietro una donna che si filma in un momento intimo, che sia con il fidanzato che con un amante occasionale si nasconde una persona, una persona che dentro di sé può avere un mondo, un mondo speciale che non mette a disposizione di tutti ; una donna che dentro di sé si strugge perché soffre, perché in fondo é fragile, debole, magari anche desiderosa di attenzioni, amore, o semplicemente di affetto, una donna che magari si é trovata in certe situazioni per una totale mancanza di autostima e di rispetto per sé stessa; una donna incapace di dire di no forse.

Purtroppo alcune donne, in una continua quanto infruttuosa ricerca di approvazione,  si spingono in atti sessuali esagerati –  laddove fossero mentalmente lucide non acconsentirebbero- pur di far contento e di compiacere l’uomo che hanno accanto – anzi, forse dovrei dire maschio, in quanto dotato di organi genitali maschili – perché un vero “uomo” é ben altro. 
Se Tiziana non fosse stata una donna con una grande fragilità interiore non si sarebbe attaccata una corda al collo ponendo tristemente fine alla sua vita di giovane donna, decidendo con questo atto di lanciare a mio parere un messaggio, un messaggio di dolore e disperazione rimasto per troppo tempo inascoltato.
Non tutte le donne vittime di simili reati riescono a continuare la loro vita come se nulla fosse accaduto o ad andare avanti, ma togliersi la vita é qualcosa di terribile, l’ultimo gesto disperato . Anche la Legge é stata crudele con lei, ben due volte, la prima quando l’ha costretta al pagamento di una ingente somma di denaro per il risarcimento di alcuni siti internet , e la seconda volta quando ha lasciato impunito l’essere che ha causato in primis la sua morte ( esiste un reato che si chiama “ Istigazione al suicidio”, articolo 580 del Codice Penale):

« Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima.
Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1) e 2) dell’articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità di intendere e di volere, si applicano le disposizioni relative all’omicidio »

Etichettata a vita per qualcosa che non si é, per qualcuno che ha delle debolezze, dei mostri interiori che non riesce a combattere da sola, può trasformarsi in un vero e proprio dramma, etichettata per aver avuto un rapporto sessuale.
Dalla vicenda di Tiziana prendo spunto per parlare di un problema gravissimo, nonché anacronistico oserei dire : L’emancipazione femminile…ragazzi, dove sta? Io non la vedo. E mi fa paura, e provo orrore ogni volta che una donna viene giudicata male se qualcuno spesso contro la sua volontà posta su un social uno scatto un pò osé o un filmino girato in un momento privato, seppur possa essere ritenuto da alcuni immorale ; e non mi riferisco solo al campo sessuale, ma in genere anche nel campo lavorativo, una donna ha il diritto di fare ciò che vuole senza temere il giudizio altrui; siamo nel 2017, una donna che indossa una minigonna mettendo in mostra le proprie gambe deve poterlo fare senza essere per questo motivo essere etichettata come una che si mette in mostra – credo che l’eleganza debba essere la base di tutto, ma la libertà (nei limiti della decenza e del buon gusto chiaramente! ) penso debba essere sempre garantita a tutte ed in tutte le situazioni.
Dobbiamo analizzare i motivi, quali motivi stanno dietro a certi cliché? Impariamo a chiedercelo, e soprattutto a chiederci perché l’opinione che gli altri hanno su di noi può rivestire per noi così tanta importanza da portare qualcuno ad un gesto così oscuro come quello del suicidio? Cosa ci insegna la società? Che le donne sono degli oggetti chiaramente, dalle pubblicità alle trasmissioni televisive é evidente in modo quasi imbarazzante, una donna che si filma o che si fa filmare durante un rapporto intimo e che viene messa in croce per questo, giustiziata moralmente e poi anche fisicamente (negli anni sono stati creati numerosissimi siti in cui Tiziana veniva denigrata in modo pesantissimo ed etichettata nei modi peggiori) merita di essere etichettata per sempre? Io seguo molto i casi di cronaca, leggo i giornali e ascolto il Tg, e all’inizio credevo dal modo in cui se ne parlasse , che la gente si riferisse ad un’aspirante attrice porno – questo per dire che é assurdo che succeda una cosa simile, che ogni donna é un mondo speciale e va coltivata e rispettata.
Se ci fate caso, quando una donna raggiunge il successo (soprattutto per motivi lavorativi) piovono subito commenti riferiti sempre al suo essere donna e non alla persona considerata come “individuo”, ed ai presunti motivi per i quali avrebbe raggiunto il successo (chissà con chi é stata, chissà che ha fatto per arrivare lì..).
E voi uomini? Vi sentite grandi quando rovinate la vita di una donna? Quando la filmate senza il suo consenso e poi mandate il video sul gruppo di Whatsapp di turno e ve lo passate tra di voi? Per me non siete uomini, siete degli insulsi esseri, impotenti nel cuore, che é la cosa più squallida che possa succedervi, più dell’impotenza fisica.

Sogno un mondo dove esista l’uguaglianza tra gli “individui” senza distinzione di sesso, religione, colore di pelle – iniziamo a tirare fuori il carattere, purtroppo non siamo tutte forti e a volte ci lasciamo abbattere, magari Tiziana aveva delle debolezze, aveva bisogno di aiuto, e per questo ha commesso degli errori.
Dobbiamo comportarci da donne , avere prima di tutto rispetto di noi stesse, del nostro corpo, ma non necessariamente da sante, a pretendere i nostri diritti e a non permettere mai a nessuno di mancarci di rispetto, neanche con un gesto o uno sguardo inappropriato.
Io ormai non me ne tengo una, magari sarò un caso leggermente estremo, ma preferisco essere così – non permettiamo agli uomini di mortificare il nostro corpo, la nostra identità, i nostri pensieri, la nostra intelligenza, ma pretendiamo il diritto di essere donne in tutti i sensi, e valutiamo meglio la persona che abbiamo di fronte, imparando che tra dieci uomini forse (e dico forse!) solo uno ci rispetterà e tratterà come meritiamo, in attesa di tempi (e di uomini) migliori.

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