Andrea Camilleri, il maestro del giallo

 

Per un aspirante scrittore o per un appassionato lettore, ciò che affascina di più di Camilleri é l’immensità della sua produzione letteraria. Da dove prendeva l’ispirazione per tutti i suoi romanzi? riuscendo a raccontare così tante avventure dalle trame avvincenti, per di più ambientate sempre negli stessi luoghi? E la risposta é una: dalla sua Sicilia. 

É la Sicilia la chiave di tutto”, come diceva Wolfgang von Goethe.

E la magia di questa splendida isola riesce a trasmetterla sia sul palco che nei suoi celebri romanzi. Drammaturgo (ha insegnato regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica) regista, prima ancora che scrittore, aveva il dono di creare con la sua penna un’atmosfera magica.

 Il Maestro Camilleri, nato a Porto Empedocle nel 1925, ha venduto più di dieci milioni di copie, é stato tradotto in più di cento lingue ed é stato un uomo capace di catturare l’attenzione e di tenere incollati alle sue labbra tutti, come ha fatto con “Conversazione su Tiresia”, scritto e interpretato da lui stesso, messo in scena nel giugno 2018 nella splendida cornice del teatro greco di Siracusa, sotto un cielo stellato. 

Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio “cunto”, passare tra il pubblico con la coppola in mano. ” queste le sue parole.

Camilleri si presenta al suo pubblico come Tiresia, un indovino della mitologia greca a cui era stato tolto il dono della vista. Lo stesso Camilleri ne era già in parte privato. E’ davvero affascinante ascoltarlo mentre recita. 

Poco prima della sua scomparsa ha prestato la sua voce al saggio e anziano orso ne “ L’invasione degli orsi in Sicilia ” , un romanzo di Dino Buzzati pubblicato inizialmente a puntate nel 1945 ne 

 Il corriere dei piccoli , di cui é stato realizzato da poco un film d’animazione, presentato al Festival del cinema di Cannes.

Tuttavia, il personaggio più importante nato dalla sua penna é il commissario Montalbano, il detective italiano per eccellenza, e Camilleri riesce, con i suoi romanzi sempre originali e unici a mostrare la parte più affascinante della Sicilia. 

Interpretato magistralmente, nella trasposizione televisiva da Luca Zingaretti, da anni ormai celebre per questo ruolo, é riuscito a portarci a Punta Secca davanti alla casa sul mare, a nuotare con lui, al ristorante dove gusta le prelibatezze del mare, ci ha fatto scrutare l’orizzonte giunti alla sera, ci ha anche mostrato la bellezza dei luoghi, l’arte della Sicilia, la lotta contro la mafia ed il momento in cui veniva colto dalle intuizioni migliori. Tutti questi elementi ne hanno decretato il successo mondiale e continuano ad attrarre turisti e lettori appassionati da tutto il mondo. 

Tra le avventure di Montalbano più intriganti vi suggerisco “Il cane di terracotta”, una storia d’amore che attraversa il tempo, drammatica e avvincente – e poi “La forma dell’acqua”, “La gita a Tindari”, e “La vampa d’agosto”, interpretato nella trasposizione cinematografica da una splendida Serena Rossi agli inizi della carriera.

 L’ultimo é “Il cuoco dell’Alcyon”, con uno stile del tutto diverso dai precedenti, e il perché della sua diversità oltre a percepirlo noi stessi durante la lettura ce lo spiega Camilleri nell’ultima pagina. Le sue parole alla fine del romanzo:

 ” Prima di dare in stampa questo libro me lo sono voluto far rileggere. A malgrado che i capitoli non corrispondano perfettamente alle dieci pagine del mio computer, a malgrado che Montalbano abbia un’energia che oggi se la sogna, a malgrado che i boss del mondo non hanno bisogno di riunirsi fisicamente su una goletta ma gli basta un “clic”, vorrei dire che il linguaggio é totalmente contemporaneo, l’ho aggiornato tutto e mi pare un buonissimo libro di Montalbano. Ecco, volevo aggiungere solo questo.”

Era stato originariamente scritto come soggetto per un film italo-americano. Il “Cuoco dell’Alcyon” ha dunque un’origine non letteraria, che a parer mio lo rende unico nel suo genere.

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